CHIRURGIA ESTETICA: TUTTI IN FILA PER I RITOCCHI DEL RIENTRO |
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| Scritto da Cybermed, 08-09-2008 23:00 |
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Roma, 9 set. - Zampe di gallina, 'codice a barre', deviazione del setto nasale con inevitabili (e spiacevoli) conseguenze estetiche: e' il viso la parte del corpo 'piu' ritoccata' dopo il ritorno dalle vacanze estive. Le fastidiose rughe e pieghe intorno a occhi e labbra (denominate dagli addetti ai lavori rispettivamente 'zampe di gallina' e 'codice a barre') sono infatti, insieme a un naso poco armonico, gli inestetismi per cui e' piu' richiesta la mano del chirurgo plastico: i primi soprattutto per porre rimedio all'impatto negativo di un'eccessiva esposizione ai raggi solari, l'altro per anticipare l'arrivo della stagione fredda e correlati malanni, tormento di chi ha il setto nasale deviato.
"La chirurgia del rientro e' soprattutto chirurgia del viso", ha spiegato Roberto Bracaglia, docente di Chirurgia plastica ed estetica al Policlinico Gemelli-Universita' Cattolica del Sacro Cuore, a Roma, "settembre e ottobre sono i mesi delle richieste che riguardano naso, occhi, labbra e zigomi: tutti interventi sospesi a partire da fine aprile per l'arrivo del sole piu' caldo". La primavera rimane invece la stagione dedicata al ritocco del corpo, "dalla mastoplastica additiva o riduttiva alla liposuzione", ha continuato Bracaglia, "per affrontare l'estate piu' sicuri in un fisico davvero in forma". Per il professore e chirurgo romano, la rinoplastica rimane comunque "l'intervento principe dell'autunno", visto che "la correzione del setto viene eseguita attraverso le stesse incisioni praticate per l'operazione estetica" ed e' quindi richiesta anche per ragioni funzionali. Seguono gli interventi di blefaroplastica e rimodellamento delle labbra, numerosissimi a settembre a causa dello stop estivo dovuto al sole piu' invasivo: "la chirurgia del viso prevede incisioni in punti non facili da proteggere dai raggi ultravioletti, che possono arrossare le cicatrici e lasciare il segno -ha sottolineato l'esperto- al contrario di liposuzione e mastoplastica, che lasciano cicatrici in parti del corpo piu' facili da coprire". Riguardo al tipo di clientela, Bracaglia non ha dubbi: "le statistiche statunitensi, europee e italiane parlano chiaro, per quanto sempre piu' uomini si rivolgano alla chirurgia plastica, le donne rimangono le pazienti piu' numerose e motivate". Su una cosa pero' gli uomini stanno facendo passi in avanti. Mentre fino a qualche tempo fa gli interventi 'maschili' erano la rinoplastica e il trapianto dei capelli, ha rivelato il professore, "oggi l'uomo guarda con piu' attenzione all'estetica del viso e inizia a chiedere interventi cosmetici sulla sua struttura, come l'eliminazione delle borse sotto gli occhi o il rimodellamento dello zigomo", prima 'settore' prettamente femminile. Sui numeri degli interventi in Italia Bracaglia non si sbilancia. Non per sua reticenza, ha spiegato, ma perche' "qui da noi non c'e' un registro ufficiale sulla chirurgia estetica, e quindi non esistono dati certi sul numero e sul tipo di operazioni eseguite. Abbiamo delle statistiche ma non numeri veri". Al contrario di quanto avviene negli Stati Uniti dove gli interventi di chirurgia estetica si praticano in ospedale, ha continuato, "in Italia i pazienti si operano nelle cliniche private e i chirurghi non comunicano i loro interventi alla Societa' italiana di Chirurgia plastica". Da qui la proposta del docente dell'universita' del Sacro Cuore di istituire un osservatorio nazionale per stilare un registro ufficiale degli interventi "con dati veri e affidabili". Infine, una raccomandazione. "Diffidare dalla vacanza estetica", quella che organizza ad esempio pacchetti viaggio-intervento plastico in Tunisia, Spagna o Brasile. Il cosiddetto bisturi low-cost oltreconfine "e' pericoloso", ha avvertito l'esperto, "perche' non bisogna dimenticare che l'intervento estetico rimane un'operazione chirurgica, e non si puo' fare senza avere controllato con estremo rigore chi opera, dove opera e con quale equipe". 
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