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CYBERMED NEWS

Testata giornalistica on line Registrata presso il Tribunale di Roma - n 14/2006 - 25/01/2006

DALLA REDAZIONE
Associazione Malati Menière Insieme AMMI - Attualità in tema di terapia della Malattia di Menière Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 13-01-2012 19:12
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Sabato 11 febbraio 2012

Attualità in tema di terapia della Malattia di Menière

Ore 9,15 Introduzione e presentazione dell'AMMI (Nadia Gaggioli)
Ore 9,40 Attualità in tema di terapia della vertigine nella M.di Meniere (L. Scotto di Santillo)
Ore 10 Spazio per le domande
Ore 10,20  L'ipoacusia e l'acufene nella M.di Meniere. Che fare? (L. Scotto di Santillo)
Ore 10,45  Spazio per le domande
Ore 11  Intervallo
Ore 11,20  Ipoacusia ed acufeni. Le novità Tecnologiche (F. Di Gioia)
Ore 11,50   Spazio per le domande

L’incontro si svolgerà al Centro Reul di Genova in Corso Sardegna 36/1

Per informazioni
telefonare  il lunedì al 347-4963020, il giovedì al 366-8158175 dalle 17,30 alle 19

e- mail : Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
web:   www.ammi-italia.it
FaceBook:  http://www.facebook.com/groups/58462097400

L’incontro è rivolto ai malati, ai loro familiari, ai medici e al personale sanitario non medico

La partecipazione è gratuita e non necessita di pre-iscrizione
 

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SANITA'
Aifa, regolamento sul conflitto d'interesse: l'apprezzamento del dg Ema, Rasi Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 06-02-2012 19:58  
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Il regolamento anti-conflitto di interesse da poco approvato dall'Aifa (VEDI ARTICOLO E TESTO e COMMENNTO DEL DG AIFA PANI) piace anche all'Europa. L'Ema, l'ente regolatorio eruopeo, ha inviato una lettera a firma del direttore generale Guida rasi, predecessore di Pani all'Aifa, per sottolineare l'apprezzamento di tutto il mondo regolatorio per il regolamento.

Rasi sottolinea che con il regolamento «l'Aifa è probabilmente l'unica Agenzia al mondo ad aver posto il livello di rigore fino ad inserire le stesse regole anche i per componenti degli organi decisionali o di controllo, dal Consiglio di Amministrazione (CdA), al Collegio dei Revisori dei Conti (CdR), all'Organismo Indipendente di Valutazione (Oiv), nonché di ogni ulteriore Organismo, Commissione, Gruppo di lavoro».


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LA SETTIMANA IN PARLAMENTO Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 06-02-2012 19:56  
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Prosegue martedì 7 febbraio alla commissione Affari sociali della Camera la discussione e la votazione degli emendamenti del Ddl «Principi fondamentali in materia di governo delle attività cliniche per una maggiore efficienza e funzionalità del Servizio sanitario nazionale» (seguito esame ulteriore nuovo testo unificato C. 278 - 799 - 977 -ter - 1552 - 1942 - 2146 - 2355 - 2529 - 2693 - 2909/A - rel. Di Virgilio), che proseguirà anche il giorno successivo e giovedì 9.
Al Senato, in commissione Igiene e Sanità, in sede consultiva approdano il decreto legge milleproroghe e quello sulle liberalizzazioni (Dl 1/2012).

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MEDICINA
ENDOMETRIOSI OVAIO: ECCO IDENTIKIT PER RIMUOVERLA SENZA RISCHI Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 03-02-2012 15:36
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Roma, 3 feb. - Ricercatori dell'Universita' Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma hanno tracciato "un identikit" delle cisti dell'ovaio dovute a endometriosi facendo finalmente luce su quelle che si possono asportare senza rischi per la paziente e quelle la cui asportazione chirurgica, invece, puo' comportare un rischio per la sua fertilita'. L'endometriosi interessa un numero decisamente significativo di pazienti in eta' fertile (15-45% della popolazione) e tra queste, la maggior parte dei casi dimostra un interessamento ovarico della malattia (il cosiddetto endometrioma). Quando togliere una cisti ovarica "endometriosica" senza compromettere la capacita' riproduttiva della donna e quando invece aspettare o provare un trattamento farmacologico? La risposta a questa domanda, importante per un intervento molto comune in Italia (piu' di 1500 interventi l'anno) arriva da uno studio di ricercatori dell'Universita' Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma grazie al quale si cominciano a definire le caratteristiche delle cisti ovariche endometriosiche da operare e a quali rischi e controindicazioni per la paziente sono associate. Lo studio e' stato condotto dal gruppo del professor Antonio Lanzone, direttore di Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica della Cattolica di Roma, e coordinato dal professor Maurizio Guido, docente nello stesso Istituto e pubblicato di recente sulla rivista Fertility and Sterility. "E' emerso - spiega il professor Guido - che soprattutto nelle donne giovani (under-32 anni) rimuovere le cisti endometriosiche di piccole dimensioni puo' causare un danno molto piu' importante, arrecando un rischio alla fertilita' della paziente che non rimuovere, invece, le cisti di piu' grandi dimensioni". Le cisti ovariche endometriosiche sono un problema piuttosto comune nelle donne in eta' fertile, la cui origine resta ancora in gran parte da chiarire. "La prassi abituale e' stata quella di procedere alla rimozione chirurgica delle cisti; finora non era ancora chiaro quali potessero essere le conseguenze di questo intervento per la fertilita' della paziente", considera il ginecologo Guido. I ricercatori hanno riscontrato che l'asportazione chirurgica delle cisti di minori dimensioni, provoca una maggiore perdita di "follicoli" (e quindi di ovociti); asportarle, dunque, lede almeno in parte la fertilita' della donna, mentre la numerosita' dei follicoli presenti nelle cisti di maggiori dimensioni e' minore, quindi la loro rimozione e' meno rischiosa per la fertilita'. Inoltre, i ricercatori del Gemelli, attraverso un'indagine istologica dell'endometrioma, hanno individuato due tipologie di "capsula cistica": fibroblastica e fibrocitica, la prima delle quali, piu' frequente nelle pazienti under 32 anni, e' correlata a una maggior perdita di follicoli dopo la chirurgia .

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Procreazione: a Roma primo Centro per donne con endometriosi Patologia colpisce oltre 3mln italiane Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 02-02-2012 00:00
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ROMA, 2 FEB - Da oggi diventare mamme potrebbe essere un percorso realizzabile anche per le donne affette da endometriosi, patologia che solo in Italia colpisce 3 mln di donne (14 mln in Europa e 150 nel mondo) e che annovera l'infertilita' come una delle principali conseguenze. Nasce infatti a Roma il primo Centro di Fecondazione al mondo dedicato alle donne con endometriosi. Un passo avanti decisivo, anche in considerazione dei costi attuali che queste pazienti devono affrontare per poter realizzare una gravidanza, che possono raggiungere i 100mila euro. La struttura, annuncia il presidente della Fondazione Italiana Endometriosi Onlus Pietro Giulio Signorile, ''fa parte del Centro Italiano Endometriosi, gia' attivo a Roma presso il Rome American Hospital, ed ha l'obiettivo di aiutare le tantissime donne affette da endometriosi nella lotta contro l'infertilita', una delle principali conseguenze di questa malattia. La presenza di endometriosi in fase avanzata, infatti, si accompagna spesso alla difficolta' di procreazione e la maternita' risulta quasi impossibile con le procedure tradizionali, anche per i costi elevatissimi e per le forti ripercussioni sulla salute femminile''. Tra le tecnologie piu' innovative adottate dal Centro di Fecondazione per l'Endometriosi, un modernissimo sistema di tracciabilita' che impedisce lo scambio di gameti ed embrioni, garantendo la certezza assoluta della paternita' e l'utilizzo di speciali incubatori a secco che, attraverso tre sistemi di sterilizzazione dell'atmosfera ed un avanzato sistema di monitoraggio a sensori, eliminano il rischio di ''cross contamination'' e tutelano in maniera assoluta l'embrione. L'appello di Signorile e' chiaro: ''Basta con i centri di fecondazione allestiti nei condomini. E' ora che si tuteli la salute della donna e degli embrioni e si innalzino i livelli qualitativi dell'assistenza per la fecondazione''. E aggiunge: ''I dati in nostro possesso parlano di costi pari a circa 100mila euro per ogni 'bambino in braccio' nelle pazienti affette da endometriosi. Cifre da capogiro - conclude Signorile - che precludono il diritto alla maternita' a moltissime donne italiane''.

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MNC
Salutogenesis and Ayurveda: indications for public health management Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 23-01-2012 13:27
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 Salutogenesis and Ayurveda: indications for public health management

Antonio Morandi, Carmen Tosto, Paolo Roberti di Sarsina and Dacia Dalla Libera

Abstract
Ayurveda, the ancient traditional medicine of India, defines health as a state of complete physical, mental and spiritual well-being. The focus of Ayurveda is on a predictive, preventive and personalized medicine. This is obtained through a low-cost personalized counseling about lifestyle measures (diet, activities, etc.), trying to involve the patient directly in the process of healing, increasing his self-awareness and good relationships with other people and nature. The approach of Ayurveda toward positive health shares its features with that of salutogenesis as described by Antonovsky. Prevention strategies pragmatically suggested by Ayurveda - including factors such as promotion of health education, individual awareness, integration of spirituality and ethics in healthcare system- may be applied in public health management, in order to improve perceived and objective life quality, promote healthy aging, limit drugs use (avoiding expensive side-effects) and reduce chronic diseases social costs. Ayurveda has a universal-coverage, being person-centered and consequently intercultural.

Keywords  Ayurveda – CAM – Salutogenesis – Predictive medicine – Preventive medicine – Personalized medicine

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Traditional and non-conventional medicines Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 23-01-2012 13:23
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 Traditional and non-conventional medicines: the socio-anthropological and bioethical paradigms for person-centred medicine, the Italian context

Paolo Roberti di Sarsina and Ilaria Iseppato

Abstract
In Italy the use of non-conventional medicines (NCM) is spreading among people as in the rest of Europe. However, in Italy, unlike that in other countries of the European Union, at the present time the juridical/legal status of NCM is not well established, mainly due to the lack of any national law regulating NCM professional training, practice and public supply and to the absence of government-promoted scientific research in this field. This is an obstacle to safeguarding the patient’s interests and freedom of choice, especially now that dissatisfaction with biomedicine is inclining more and more people to look for a holistic, fairer and person-centered form of medicine.

Keywords  Non-conventional medicine legal status – Person-centered medicine – Mainstream medicine – Complementary and alternative medicine – Health-genesis – Pharmacoeconomy

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RICERCA
ICTUS: INDIVIDUATA MUTAZIONE GENETICA CHE NE AUMENTA RISCHIO Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 06-02-2012 20:23  
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Londra, 6 feb. - Una variante genetica che aumenta il rischio di incorrere in un tipo comune di ictus e' stata identificata da un team internazionale di studiosi guidati dalla St. George University. Lo studio e' stato pubblicato online su Nature Genetics. Si tratta di una delle poche varianti genetiche finora associate con il rischio di ictus e la scoperta apre nuove possibilita' per la cura di questa patologia. L'ictus e' la seconda causa di morte nel mondo (si stimano oltre sei milioni di morti all'anno), e nei paesi sviluppati e' una delle principali cause di disabilita' cronica. I ricercatori del St. George, della University of London e della Oxford University, in collaborazione con scienziati provenienti da Europa, America e Australia, in uno dei piu' grandi studi genetici sull'ictus effettuati sino a oggi, hanno confrontato il patrimonio genetico di oltre 10.000 persone che avevano sofferto di un ictus, mettendoli in rapporto con quello di 40.000 individui sani. Lo studio e' stato finanziato dalla Wellcome Trust. I ricercatori hanno cosi' scoperto un'alterazione di un gene chiamato HDAC9, responsabile del rischio di ictus ischemico alle grandi arterie. Questa variante si verifica normalmente in circa il 10 per cento dei cromosomi, e nelle persone che ne portano due copie (uno ereditato da ciascun genitore) si e' visto raddoppiare il rischio di incorrere in questo tipo di ictus rispetto a quelli con nessuna copia della variante. Una migliore comprensione di questo meccanismo potrebbe portare a nuovi farmaci per trattare o prevenire lo stroke. "Questa scoperta - ha detto Hugh Markus, docente presso la St. George University e primo autore dello studio - ci indica un meccanismo completamente nuovo nell'insorgenza dell'ictus. Il passo successivo della ricerca consiste nel determinare in modo piu' approfondito il rapporto tra il gene HDAC9 e il manifestarsi dell'ictus e vedere se siamo in grado di sviluppare nuovi trattamenti che riducono il rischio". Peter Donnelly, direttore del Wellcome Trust Centre for Human Genetics dell'Universita' di Oxford, ha detto: "Il nostro studio mostra che i diversi sottotipi di ictus potrebbero coinvolgere meccanismi genetici molto diversi fra loro. Si tratta di acquisizioni molto affascinanti, che aprono la strada alla medicina personalizzata, dove i trattamenti possono essere adattati alle esigenze dei singoli pazienti".

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MUTAZIONI GENETICHE: NUOVO STRUMENTO PER LE DIAGNOSI Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 06-02-2012 20:17  
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New York, 6 feb. - Il sequenziamento genetico puo' aiutare nella diagnosi e nella individuazione del trattamento per il cancro. Gli attuali metodi di sequenziamento effettuati su campioni di DNA, tra cui sequenziamento "Sanger" e il pirosequenziamento, producono spesso risultati complessi, difficili o impossibili da interpretare. Gli scienziati della School of Medicine della Johns Hopkins University hanno sviluppato un software gratuito, il Pyromaker, che aiuta a identificare le mutazioni genetiche complesse. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul 'Journal of Molecular Diagnostics'. Pyromaker consiste in un'applicazione web-based in grado di produrre simulazioni in base ai dati provenienti dal profilo genetico del paziente, tra cui le percentuali di cellule tumorali e normali nonche' il numero di sequenze mutanti. Pyromaker calcola le percentuali relative agli alleli mutanti e li utilizza per generare il segnale previsto in ciascun punto della sequenza. Il risultato finale e' una traccia virtuale del pirosequenziamento atteso. Eshleman James, professore di Patologia e Oncologia e direttore del Molecular Diagnostics Laboratory della Johns Hopkins University, ha spiegato che "il software verifica delle ipotesi e permette di generare le tracce virtuali da paragonare a quelle effettive per chiarire i risultati spesso ambigui del pirosequenziamento e del metodo di Sanger. Detto in breve, Pyromaker testa in modo rapido ed efficiente le possibilita' che possono spiegare un sequenziamento complesso". Anche se il pirosequenziamento e il sequenziamento Sanger "sono entrambi dei potenti strumenti per risolvere la maggior parte delle mutazioni - ha continuato l'esperto - nei casi piu' complessi nessuno dei due e' sufficiente da solo a garantire un'interpretazione definitiva". E ha concluso: "I metodi aggiuntivi, come l'analisi Pyromaker o la clonazione e il sequenziamento TA, permettono poi di diagnosticare in modo definitivo la variante allelica. Pyromaker e' disponibile gratuitamente on line ed e' possibile accedervi da qualsiasi computer con accesso a Internet. Si tratta del metodo meno costoso e piu' veloce per risolvere questi casi".

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SCOPERTA CELLULA GUIDA DEL SISTEMA IMMUNITARIO Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 06-02-2012 20:04  
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Vancouver, 6 feb. - Un team di ricerca della University of British Columbia ha scoperto il percorso molecolare che permette ai recettori presenti nelle cellule immunitarie di trovare i frammenti di agenti patogeni che cercano di invadere le cellule ospiti. La scoperta riguarda il ruolo svolto dalla molecola CD74 e potrebbe aiutare gli immunologi a valutare i trattamenti che offrono migliori risposte immunitarie contro tumori, virus e batteri, e quindi sviluppare vaccini piu' efficaci. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su 'Nature Immunology'. "La nostra scoperta potra' condurre a nuove ricerche per migliorare le prestazioni di una varieta' di vaccini, compresi quelli contro l'HIV, la tubercolosi e la malaria", ha spiegato Wilfred Jefferies, biologo della Columbia e primo autore dello studio. "La comprensione dettagliata del ruolo di CD74 puo' anche cominciare a spiegare le differenze nelle risposte immunitarie tra le persone - ha aggiunto il ricercatore - e quindi potrebbe avere un impatto fondamentale sul fronte della medicina personalizzata". CD74 e' un fattore importante del meccanismo cellulare presente all'interno delle cellule dendritiche, che nei mammiferi regolano le risposte immunitarie primarie. Le cellule dendritiche possiedono percorsi "dedicati" tali da consentire loro di reagire alle minacce esterne. Fino a ora nessuno e' stato in grado di ricostruire il meccanismo che consente a un recettore cellulare presente all'interno delle cellule di individuare e combattere gli "invasori" stranieri. La scoperta essenziale di questo lavoro sta proprio nel fatto di aver chiarito il ruolo guida svolto dalla molecola CD74 nel collegare i recettori immunitari agli elementi patogeni insinuati nella cellula.

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PREVENZIONE
ALZHEIMER: SI PREVIENE 'ALLENANDO' LA MENTE DA GIOVANI Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 24-01-2012 19:02
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Washington, 24 gen. - Le persone che 'sfidano' il proprio cervello nel corso della vita attraverso la lettura, la scrittura e i giochi logici hanno meno probabilita' di sviluppare i depositi proteici nel cervello collegati con l'Alzheimer. Lo studio promosso dalla University of California, a Berkeley e' apparso negli Archives of Neurology e suggerisce che le persone che impegnano la propria mente sin dall'infanzia sviluppano meno placche amiloidi. "Non stiamo parlando della risposta del cervello all'amiloide ma dell'accumulo di amiloide", ha precisato William Jagust, autore della ricerca, "E' una scoperta nuova di zecca - ha continuato - che presto potrebbe offrire un modo per prevenire l'Alzheimer, una malattia che colpisce 36 milioni di persone in tutto il mondo. Numero che con l'invecchiamento della popolazione aumentera' a 66 milioni entro il 2030, e a 115 milioni nel 2050". Il nuovo studio ha sfruttato l'uso di un meccanismo di brain-imaging che funziona con la tomografia a emissione di positroni (PET scanner) che attaccano e mettono in evidenza i depositi di beta amiloide, la proteina spesso ritenuta il fattore di accesso al morbo di Alzheimer. I ricercatori hanno studiato 65 persone sane e cognitivamente normali di 60 anni di eta'. I partecipanti hanno risposto alle domande di un test che misurava il livello di attivita' mentale in base ai diver si periodi della propria vita a partire dai 6 anni. Tra le domande incluse, la lettura di quotidiani, libri, e' l'elaborazione di mail o lettere e il ricorso ai giochi. Dopo il test conoscitivo i partecipanti si sono sottoposti a numerosi esami utili a valutare la loro memoria e capacita' di pensiero mentre i loro cervelli sono stati esaminati, usando il nuovo tracciante per cercare i depositi di amiloide nel cervello. Il team di ricercatori ha successivamente confrontato le scansioni del cervello di 10 pazienti affetti da Alzheimer e di 11 soggetti sani. E hanno riscontrato che le persone che erano state mentalmente piu' attive avevano piu' bassi livelli di amiloide beta, rispetto a quelli che erano stati mentalmente meno attivi. Mentre le persone che avevano iniziato da poco a dedicarsi ad attivita' mentali come la risoluzione dei cruciverba non risultavano aver avuto benefici. "Quello che i nostri dati suggeriscono e' che una vita intera trascorsa a impegnarsi in queste attivita ha un effetto cruciale nel mantenersi cognitivamente attivi in eta' avanzata", ha detto Susan Landau, un altro ricercatore di Berkeley che ha lavorato allo studio. "Molto probabilmente l'amiloide inizia ad accumularsi molti anni prima della comparsa dei sintomi", ha concluso.

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Towards Salutogenesis in the Development of a Personalised and Preventive Healthcare. Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 10-12-2011 00:00
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Alivia M., Guadagni P., Roberti di Sarsina P. 

Towards Salutogenesis in the Development of a Personalised and Preventive Healthcare. 

EPMA Journal doi:10.1007/s13167-011-0131-9

http://www.springerlink.com/content/h087624175304852/


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POLITICA SANITARIA
Farmacie: le Regioni propongono modifiche al Dl sulle liberalizzazioni Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 03-02-2012 14:34
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di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)
Farmacie: le Regioni nel parere sul decreto 1/2012 avanzano otto richieste di modifica, a partire dalla tempistica per la revisione delle piante organiche fissata dal Dl in 120 giorni che le Regioni chiedono di portare a 1 anno eliminando il capoverso che trasforma la revisione della pianta organica e l'espletamento dei concorsi straordinari in un ulteriore adempimento soggetto a verifica annuale al tavolo di monitoraggio per l'accesso al finanziamento integrativo del Ssn. Da cassare anche la previsione della nomina di un commissario ad acta nei territori inadempienti. Tra le richieste di modifica sovrapponibili con quelle avanzate dai titolari di farmacia la richiesta di un concorso per soli titoli (e non titoli ed esami) e il passaggio da 6 mesi a un anno del periodo concesso agli eredi per la vendita della farmacia.

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Federfarma, differito lo sciopero del 1 febbraio Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 30-01-2012 19:47
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Le farmacie hanno deciso di differire lo sciopero indetto per il 1° febbraio prossimo.

La decisione secondo un comunicato di Federfarma tiene conto di alcuni segnali di attenzione nei confronti delle richieste avanzate da Federfarma per rendere sostenibile l'impatto del decreto sulle liberalizzazioni sul servizio farmaceutico.

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Stato di agitazione per i sindacati della Sanità
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Liberalizzazioni: medico indichera' farmaci non sostituibili


VETERINARIA
European Commission adopts new EU Animal Welfare Strategy Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 19-01-2012 21:09
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The European Commission has today adopted a new four-year strategy (2012-2015) that is geared to further improve the protection and welfare of animals in the European Union.

The Strategy aims to provide a comprehensive animal welfare legislative framework which promotes a results orientated approach; The welfare with a focus is on providing information and educating all concerned parties as well as ensuring effective enforcement mechanisms.

Furthermore, the strategy highlights the importance of reinforcing actions that the Commission already carries out such as:

  • enhance tools to strengthen Member State compliance with existing legislation,
  • provide consumers with better information enabling them to make more informed and empowered choices and
  • develop further marketing strategies including EU trading partners.

The new Strategy builds on the previous Action Plan on the Protection and Welfare of Animals 2006-2010 and in particular on lessons learned during its five-year implementation period.

The need for a new strategy becomes clear when we consider the importance and value of animals in our daily lives and how much it contributes to the European economy.


Further information can be found at:
http://ec.europa.eu/food/animal/welfare/actionplan/actionplan_en.htm


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IMPORTANZIONE ANIMALI ESOTICHE VEICOLA NUOVI PATOGENI Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 11-01-2012 00:00
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Roma, 11 gen. - Uno studio pilota su tre aeroporti americani dimostra che ci sono rischi per la salute pubblica legati all'importazione di specie selvatiche: lo ha condotto il Centro americano per il controllo delle malattie e la prevenzione (Centers for Disease Control and Prevention - CDC). L'aumento dei viaggi internazionali comporta, mediante il commercio illegale di specie selvatiche (causa, per il 75%, di malattie infettive emergenti), un aumento del rischio legato ad agenti patogeni non monitorati, con comparsa di nuove malattie nel bestiame, nella fauna nativa e negli essere umani. In particolare i ricercatori hanno rilevato la presenza di diversi retrovirus e herpesvirus nel materiale intercettato alle dogane. "Benche' si tratti di uno studio pilota e su piccola scala - ha spiegato la principale autrice della ricerca, Kristine Smith, direttore associato della Health and Policy at EcoHealth Alliance - i risultati ci ricordano che dobbiamo incrementare i nostri sforzi nel controllare i punti di accesso e nella caratterizzazione delle principali minacce".

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Animali. Il cane può visitare il padrone in ospedale, una importante decisione del tribunale
Training of vet practitioners continues
Usa: aumenta influenza cani; veterinari, vaccinarli
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Conference to study the impact of Integrated Testing Strategies on the use of animals in regulatory


SALUTE E BENESSERE
Diabete: migliorata in 5 anni cura in Italia, meno rischi Secondo gli Annali Amd 2011 presentati ogg Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 31-01-2012 00:00
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ROMA, 31 GEN - E' migliorata in cinque anni la qualita' delle cure erogate nei centri di diabetologia in Italia, misurate dall'indice 'score Q' che consente una valutazione complessiva della prestazione assistenziale e che risulta cresciuto di 2 punti. A fornire i dati di questo trend positivo e' la sesta edizione degli Annali Amd 2011, il rapporto nazionale redatto dall'Associazione Medici Diabetologi (Amd) e presentato oggi a Roma, per la prima volta con fonte un maxi database, con le info raccolte nei centri di diabetologia dal 2004 al 2009, e con un approfondimento sul diabete di tipo 2. Il miglioramento di due punti del valore medio delle cure erogate, ha spiegato il presidente Amb Carlo Giorda, 'e' legato a un significativo incremento della quota di persone in cura nei centri che raggiungono un punteggio superiore a 25''. Il punteggio dello score Q varia da O a 40 con tre classi: inferiore a 14, fra 15 e 25, maggiore di 25, laddove un punteggio inferiore a 15 si associa a un aumento del rischio di complicanze di circa l'80%, mentre fra 15 e 25 il rischio e' oltre del 20%. In pratica, mentre nel 2005 una persona con diabete su quattro presentava un punteggio superiore a 25, nel 2009 cio' era vero per una su tre. ''Un dato importante che emerge - ha detto Giorda - e' che i centri di diabetologia con score Q superiore a 25 sono passati dal 26,1% al 26,1%, il che si traduce sicuramente in un minor numero di eventi cardiovascolari nelle persone assistite''. In generale, l'occhio vigile del monitoraggio sembra far bene alle persone con diabete che hanno un quadro clinico migliore: +29% le persone con diabete con pressione arteriosa nella norma; +38% chi e' in linea con il colesterolo; in calo le persone con diabete con valori di emoglobina glicosilata oltre 8%. Meno fattori di rischio dunque, e cure piu' efficaci.

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Giochi vintage per restare in forma, hula-hoop,corda e bocce Tonificano e aiutano postura Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 31-01-2012 00:00
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ROMA, 31 GEN - Nel fitness il benessere fa rima con il divertimento: un binomio consolidato, da cui oggi non si può prescindere quando ci si mantiene in forma e da cui dipende il revival di giochi e attività capaci di riportare indietro nel tempo, con pratiche rivedute e aggiornate, ben accolte da medici e istruttori. Tra i più gettonati c'è l'hula-hoop, che persino Michelle Obama si diverte a far roteare sui fianchi. Per mantenere a lungo il movimento oscillatorio che sostiene il cerchio, il segreto sono le spinte che partono dai glutei. Quindi, un allenamento costante tonifica i muscoli posteriori e gli addominali, oltre a regalare una buona postura al busto e a migliorare la coordinazione. Tant'è vero che il mitico cerchio è diventato in palestra protagonista del corso di Hula-Fit Total Body Work-Out, che comprende quattro fasi: riscaldamento, aerobica, condizionamento muscolare, infine stretching e defaticamento. In un'ora, grazie al movimento sinuoso dei fianchi, si bruciano circa 400 calorie. Il salto della corda oggi si chiama 'jumping rope': in molte palestre è proposto come un completamento ad altre discipline, come per esempio la kick boxing, ma si può fare anche a casa. Ci vuole una corda, che deve essere piegata a metà e deve avere una lunghezza corrispondente alla distanza tra piedi e punto vita. Tenendo lo sguardo in avanti, si salta a piedi uniti oppure alternando destro e sinistro: è un ottimo potenziamento degli arti superiori, delle gambe, dei polpacci e della reattività dei muscoli dei piedi, ed è molto utile per la coordinazione e la concentrazione dei movimenti. Si ottengono buoni risultati anche con quindici minuti di allenamento al giorno, da concludere sempre con lo stretching. Gran ritorno del gioco delle bocce: oggi in ogni città si trova un circolo che organizza corsi. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, è uno sport a tutti gli effetti, adatto a chiunque (le donne sono in grande aumento), i cui benefici sono paragonabili a quelli della ginnastica dolce e del golf. Si fa movimento senza forzare i muscoli, si migliora la circolazione, si allenano le articolazioni, si sviluppa elasticità ed equilibrio. Non solo: è uno sport di squadra che non prevede contatto fisico ed è ricco di regole, ideale per i ragazzi poco abituati a confrontarsi con i compagni. Momento d'oro anche per la palla, inserita nei circuiti cardiovascolari che fanno dimagrire, aumentano il fiato e rimettono in forma (si bruciano più 1000 calorie all'ora), e rivisitata sottoforma di kettlebell, con la maniglia, nei programmi fitness per tonificare i muscoli. Il badminton (o volano) è diventato addirittura una disciplina olimpica: a Pechino nel 2008 l'atleta Agnese Allegrini ha rappresentato il nostro paese proprio con questo sport. A Milano si trova il primo Pala Badminton in Italia, in cui si pratica questa disciplina, che è un misto di tennis e di pallavolo, si gioca in singolo o in doppio su un campo rettangolare, diviso da una rete. E' un'attività veloce, che sviluppa coordinazione e prontezza di riflessi.

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ALIMENTAZIONE SALUTARE
FRIGGERE CON OLIO OLIVA E GIRASOLE NON DANNEGGIA CUORE Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 25-01-2012 00:00
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Londra, 25 gen. - I cibi fritti in olio di oliva o di girasole non sarebbero collegati all'insorgere di malattie cardiache. A sostenerlo una ricerca dell'Universita' Autonoma di Madrid pubblicata su bmj.com. Lo studio ha avuto luogo in Spagna, paese mediterraneo in cui viene utilizzato l'olio di oliva o di girasole per la frittura. Di conseguenza, secondo i ricercatori, i risultati probabilmente non sarebbero stati gli stessi in un paese in cui si ricorre agli oli solidi e riutilizzati. Nei paesi occidentali, la frittura e' uno dei metodi piu' comuni di cottura. Quando il cibo e' fritto diventa piu' calorico perche' assorbe il grasso degli oli. E aumentano alcuni fattori di rischio di malattie cardiache, come la pressione alta, il colesterolo alto e l'obesita'. Il team guidato da Pilar Guallar-Castillon, docente della Universita' Autonoma di Madrid, ha esaminato i metodi di cottura di 40.757 adulti di eta' compresa tra 29 e 69 anni su un periodo di 11 anni. Nessuno dei partecipanti aveva malattie di cuore quando e' iniziato lo studio. I partecipanti al test hanno risposto a domande sulla loro dieta e sui metodi di cottura. Durante il follow-up ci sono stati 606 eventi legati a malattie cardiache e 1.134 decessi. Gli autori hanno sottolineato: "In un paese mediterraneo dove gli oli di oliva e di girasole sono i grassi piu' comunemente usati per friggere, e dove gr andi quantita' di cibi fritti sono consumati sia dentro sia fuori casa, non e' stata osservata alcuna associazione tra il consumo di cibi fritti e il rischio di malattia coronarica o di morte. Il nostro studio sfata il mito che vuole il cibo fritto generalmente legato alle malattie al cuore".

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BIOTECNOLOGIE
Label change for Elan's MS-drug permits safer use Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 24-01-2012 00:00
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24.01.12 Weston/Dublin - The focus for Tysabri, the MS drug jointly developed by Irish Elan and US-Biogen, has become a little more accurate. The US Food and Drug Administration (FDA) stated that the occurrence of antibodies against the JC-virus marks a higher risk of developing progressive multifocal leukoencephalopathy (PML). A new label identifies anti-JCV antibody status as a third risk factor for developing PML. Tysabri (natalizumab) increases the risk of PML, an opportunistic viral infection of the brain which in most cases leads to death or severe disability. With the label update, which the companies say was inspired by their own research, physicians now have others factor at hand when weighing the risks and benefits of applying Tysabri. “We welcome the inclusion of PML risk stratification in the U.S. label as it significantly supports our aim to provide the information patients and physicians need to make a more informed treatment decision,” said Kelly Martin, CEO of Elan. Tysabri is approved in about 65 countries and results in a 68% relative reduction in the annualised relapse rate when compared with placebo, according to studies conducted by Elan.

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GAZZETTA UFFICIALE
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 4 febbraio 2012 Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 06-02-2012 19:53  
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il ministero della Salute pubblica due decreti su prodotti fitosanitari e undici comunicati su medicinali veterinari.

L'Agenzia del farmaco pubblica due determinazioni e due comunicati su specialità medicinali per uso umano.

Gazzetta Ufficiale n. 29 del 4 febbraio 2012


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Sulla Gazzetta Ufficiale n. 28 del 3 febbraio 2012 Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 06-02-2012 19:47  
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il ministero della Salute pubblica otto decreti su prodotti fitosanitari e tre comunicati su medicinali veterinari.

L'Agenzia del farmaco pubblica due determinazioni e un comunicato su specialità medicinali per uso umano.

Gazzetta Ufficiale n. 28 del 3 febbraio 2012


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FARMACOVIGILANZA
Liberalizzazioni:in ricetta medico dovra' indicare generico Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 18-01-2012 14:15
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ROMA, 18 GEN - I medici di famiglia saranno obbligati, salvo particolari situazioni, a specificare nella ricetta medica l'eventuale esistenza del farmaco equivalente. E' una delle novita', contenute nella nuova bozza del Dl del Governo in sulle liberalizzazioni. ''Il medico, salvo che non sussistano ragioni terapeutiche contrarie nel caso specifico - si legge nella bozza - inserisce in ogni prescrizione medica le seguenti parole: 'o farmaco equivalente se di minor prezzo', ovvero specifica l'esistenza del farmaco equivalente".

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Farmaci: boom antidepressivi in 10 anni,ma da 2009 in calo Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 13-12-2011 00:00
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ROMA, 13 DIC - In Italia il consumo degli antidepressivi e' raddoppiato negli ultimi 10 anni, ma la tendenza sembra essersi ridotta tra il 2009 e il 2011. Lo affermano i dati diffusi dalla 'Relazione sullo stato sanitario del Paese 2009-2010' e quelli del 'Rapporto Osmed 2011' resi noti oggi. I dati dell'Osservatorio Nazionale Osmed, spiega il rapporto, evidenziano che il consumo di antidepressivi dal 2000 al 2009 ha avuto un incremento medio annuo del 15,6%, con un aumento da 16,2 dosi giornaliere per 1.000 abitanti del 2001 a 34,7 del 2009. Questo dato per il 2011 rimane pero' costante: secondo il rapporto per i primi 9 mesi dell'anno infatti, presentato oggi all'Istituto Superiore di Sanita', le dosi giornaliere per il 2011 sono 35, solo leggermente superiori rispetto al 2009. Il consumo risulta abbsatanza uniforme su tutto il territorio nazionale, con pochi spostamenti rispetto alla media nelle varie regioni e con una leggera prevalenza nel centro Italia.

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CYBERMED NEWS
Contro i tumori, la rivoluzione delle nanotecnologie Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 03-02-2012 13:16
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Contro i tumori, la rivoluzione delle nanotecnologie:
a Napoli ne parlano i più importanti oncologi italiani


Sono le nanotecnologie la nuova frontiera delle terapie oncologiche:
oggi vengono già utilizzate contro il tumore al seno e se ne studia l’efficacia
anche contro altre importanti forme tumorali come il tumore del pancreas.

Per due giorni a Napoli il top dell’oncologia italiana:
al centro del confronto, i risultati di farmaci innovativi come nabTM paclitaxel,
la prima nano-chemioterapia target che, utilizzando l'albumina come carrier naturale, trasporta il principio attivo direttamente all'interno delle cellule tumorali,
assicurando maggiore efficacia e minori effetti collaterali.

Napoli, 3 febbraio 2012 – Cresce in Italia l’incidenza del tumore al seno, ma aumentano le risorse terapeutiche innovative a disposizione dei medici grazie alle quali, insieme a screening sempre più diffusi e alla diagnostica di avanguardia, stanno radicalmente cambiando qualità e aspettativa di vita delle donne colpite dalla malattia.

Oggi il traguardo della sopravvivenza a 5 anni è raggiunto da oltre l’85% delle pazienti. Un risultato importante se si considerano i circa 40.000 nuovi casi di tumore al seno che si registrano ogni anno in Italia. La Campania è al primo posto per incidenza nel Sud d’Italia, con più di 3.200 nuove diagnosi l’anno.

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Tamiflu Data Called Inconsistent, Underreported Translate to English PDF Stampa E-mail
Scritto da Cybermed, 01-02-2012 00:00
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Nancy A. Melville


January 20, 2012 — An international team of medical experts is calling into question the safety and efficacy of the anti-influenza drug oseltamivir (Tamiflu), saying that a review of unpublished data shows inconsistencies and that the drug's maker, Roche, has failed to provide access to a substantial amount of data on the drug. The review was published online January 18 in the Cochrane Library.

Governments around the world have spent billions of dollars stockpiling oseltamivir and zanamivir (Relenza, GlaxoSmithKline) — neuraminidase inhibitor drugs that were recommended by the World Health Organization in 2002 as treatment in the event of an influenza pandemic.

The integrity of the data on this class of drugs has continued to be a subject of debate, however. In a previous Cochrane review published in 2008, researchers documented significant concerns about publication bias in trials for the drugs. Importantly, they reported that as much as 60% of patient data from phase 3 treatment trials for oseltamivir had never been published.

The unpublished data included a study involving 1400 people of all ages, representing the largest treatment trial ever conducted on oseltamivir.

"We are concerned that these data remain unavailable for scrutiny by the scientific community," said Tom Jefferson, MD, a Cochrane review author of both the previous analysis and the new analysis, and an independent epidemiologist based in Rome, Italy, in a press statement.

In this week's update of the previous review, Dr. Jefferson and researchers in the United States, Great Britain, Japan, and Australia analyzed previously unpublished data from 25 studies, including 15 on oseltamivir and 10 on zanamivir. Data from an additional 42 studies could not be reviewed because of insufficient information or unresolved discrepancies in the data, the authors note.

The data included clinical study reports and regulatory documents that were available either through available sources or Freedom of Information requests. The studies mainly involved adults during influenza seasons in both hemispheres. All of the studies that were reviewed were sponsored by the drugs' makers.

"We reasoned that regulatory data could help contextualise trial data, providing deeper insight than clinical study reports alone," the authors write.

Symptoms Reduced, but Hospitalizations Unchanged

The research on oseltamivir showed that the drug did reduce the amount of time to alleviation of symptoms by an average of 21 hours (95% confidence interval, -29.5 to -12.9 hours; P < .001). However, it failed to reduce the number of people requiring hospital treatment (odds ratio, 0.95; 95% confidence interval, 0.57 - 1.61; P = .86).

In a postprotocol analysis of 8 studies, the authors found that participants randomly assigned to receive oseltamivir in treatment trials had a reduced odds of being diagnosed with influenza (odds ratio, 0.83; 95% confidence interval, 0.73 - 0.94; P = .003), which they say was likely the result of an altered antibody response. The zanamivir trials did not show the same trend.

Biased Reporting of Adverse Events

Important inconsistencies in the evidence of neuraminidase inhibitor adverse events were meanwhile observed between the unpublished and previously published studies. For instance, Japanese regulatory documents have shown higher nervous-system-related and psychiatric adverse events among patients receiving oseltamivir compared with placebo groups, yet there is no mention of those data in published reports.

In the 2 most cited published reports of serious adverse events, one has no mention of the adverse events, and the other "stated that '...there were no drug-related serious adverse events,' " the authors note.

"[W]e found no published paper of an oseltamivir trial which reported nervous or psychiatric adverse events, except headache," they write.

Adding further speculation to the published oseltamivir research is the fact that Roche, when pressed by theBritish Medical Journal after the earlier report, admitted that some published papers on its drug were ghost written.

In a statement to Medscape Medical News, Roche said it provided the Cochrane group with access to 3200 pages of "very detailed information, enabling their questions to be answered."

"Roche has made full clinical study data available to health authorities around the world for their review as part of the licensing process. It is the role of global health authorities to review detailed information on medicines when assessing benefit/risk," the company stated.

"All completed Roche sponsored clinical studies on the safety and efficacy of Tamiflu are available as peer-reviewed publications or in summary form on www.roche-trials.com. More detailed clinical trial reports are available for use by investigators on a password-protected site, enabling researchers to verify the findings of these studies and publications relating to them."

Although the Cochrane authors may dispute whether the information provided to them answered their questions, they are clearly in agreement on the role of global health authorities, and suggest that this is where the ball is being dropped.

CDC Still Endorses Oseltamivir

Despite the ghost-written papers and adverse event reporting inconsistencies, top governmental agencies, including the US Centers for Disease Control and Prevention (CDC), continue to endorse oseltamivir, Dr. Jefferson told Medscape Medical News.

"The US CDC and the European CDC continue to quote trials of Tamiflu which we now know were ghost written," Dr. Jefferson said.

"They keep citing the evidence regarding adverse events, although they are aware of our misgivings and the fact that 60% of the evidence in treatment trials is unavailable and never been seen outside of Roche and perhaps 1 or 2 regulators."

Journal Reports "Absurdity" of the Discrepancies

A separate investigation published online January 17 by the British Medical Journal to coincide with the Cochrane review indicates that oseltamivir data were subjected to different standards from different regulatory agencies around the world, resulting in further conflicting impressions of the drug's efficacy.

The European Medicines Agency (EMA), for instance, provided only a portion of clinical study reports on oseltamivir drug trials to Cochrane, despite the fact that the agency was legally permitted to request the full reports from the manufacturer.

The EMA has since informed the British Medical Journal of its intentions to publish reports for all drugs submitted for approval in upcoming years.

In a press statement, Fiona Godlee, MD, editor-in-chief of the British Medical Journal, said the findings underscore the need for a more consistent approach to drug regulation when the global community is concerned.

"The discrepancies between the conclusions reached by different regulators around the world highlights the absurd situation we find ourselves in," she said.

"In a globalised world, regulators should cooperate and pool their limited resources. Otherwise we will continue to waste money and risk people's health on drugs that don't work."

Impending Influenza Epidemic Sped Up Drug Approval Process

Dr. Jefferson noted that the threat of a global pandemic and pressing need for a newer drug treatment likely played a big role in putting the review of neuraminidase inhibitors in the fast lane.

"In the documents we reviewed, the clear reason why the first drug of the neuraminidase inhibitor family, Relenza, was approved was they hadn't registered a new anti-influenza drug since 1988," Dr. Jefferson said. "It was now 1999, there was an impending threat of an influenza pandemic, and they thought they needed to move the field along and register this new drug."

The urgency should not justify the continued support of a drug when important questions are raised, however, suggested Peter Doshi, PhD, from Johns Hopkins University, Baltimore, Maryland, who is a coauthor of the review.

"For governments to support a manufacturer's claim without their own independent verification is dangerous," said Dr. Doshi.

"In an emergency, of course standards of evidence can change, but the clinical trials on Tamiflu were conducted over a decade ago, yet there is no indication that CDC and the Department of Health and Human Services, which support many of the manufacturer's claims, have done their own independent verification of the complete trial evidence."

Tim Uyeki, MD, a medical officer and epidemiologist from the CDC's Influenza Division, told Medscape Medical News that the agency cannot comment on unpublished data; however, he explained that the CDC's recommendations, based on guidance from the Advisory Committee on Immunization Practices, carefully consider the risks and benefits of a drug in the context of its public health need.

"The guidance for use of antivirals for influenza treatment in the US is based on a review of published data, including results of randomized controlled trials, observational studies, and consideration of groups at higher risk for influenza complications. There are some inherent limitations of observational studies, given that they are not controlled; however, they can be very informative," he said.

"There are abundant observational studies for hospitalized patients with seasonal influenza and from the 2009 H1N1 pandemic, and all of these suggest clinical benefit of antiviral treatment, particularly if the drugs are initiated early."

Dr. Uyeki added that the current lack of other treatments for influenza is indeed an important issue.

"One has to look at the evidence for benefits and what are available options," he said. "We don't have many other options right now for the treatment of influenza. We certainly need more antiviral drugs — drugs that work in different mechanisms of action — and other therapeutic approaches, such as combination antiviral therapy."

"Vaccination is the best way to prevent influenza, but it won't prevent all illness from influenza."

Seasonal influenza epidemics are associated with an estimated average of more than 200,000 hospitalizations per year in the United States, and a range of from about 3400 to 49,000 influenza-associated deaths per year, Dr. Uyeki said.

All Research Should Be Accessible, Regardless of Commercial Interests

The Cochrane report researchers said they supported the use of the drugs in serious or compassionate cases, but they called on regulators around the world to be more consistent in their approach to the accessibility of research results.

"The mechanism of action of oseltamivir should be independently researched, with special regard to any direct central action of the drug Tamiflu, until a clear picture of its effects on influenza complications, transmission and action on antibodies can be clarified," they write.

"We all, as taxpayers, have a stake in this drug," Dr. Jefferson said to Medscape Medical News. "No other drug that I can think of is being stockpiled in the US."

"We cannot tolerate a situation where unnamed people make decisions on drugs that effect all of us."

The study received funding from the National Institute for Health Research Health Technology Assessment Program in the United Kingdom. Dr. Jefferson was an ad hoc consultant for F. Hoffman-La Roche Ltd from 1998 to 1999. He receives royalties from his books published by Blackwell and Il Pensiero Scientifico Editore, none of which are on neuraminidase inhibitors. He is occasionally interviewed by market research companies for anonymous interviews about phase 1 or 2 products unrelated to neuraminidase inhibitors. Dr. Doshi has disclosed no relevant financial relationships.

Cochrane Library. Published online January 18, 2012. Abstract

BMJ. Published online January 17, 2012. Abstrac
t


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